La dipendenza da sostanze stupefacenti - Vi raccontiamo un’esperienza di vita
 
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    "F.MASCI" Attualità 02/06/2018 02/06

    La dipendenza da sostanze stupefacenti

    Vi raccontiamo un’esperienza di vita

    Sabato 26 maggio si è tenuto, presso l’Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti, un convegno sulla dipendenza dalle sostanze stupefacenti. L’incontro è stato realizzato in collaborazione con il Liceo Scientifico Masci di Chieti, l’associazione onlus “Erga Omnes”, il polo universitario di Chieti e il signor Paolo Marra. Apre il convegno la vice-presidente dell’associazione “Erga Omnes” Maria Antonietta Scarcella che spiega, a tutti i ragazzi presenti, in breve e con chiarezza, la storia e il principale obiettivo dell’associazione che "nasce da un’iniziativa di alcuni studenti universitari, neolaureati e professionisti che volevano dare più voce e maggior ascolto ai bisogni e alle idee degli studenti”. Questa iniziativa ha come principale obiettivo quello di creare, per i giovani, il giusto clima di benessere sociale e psicologico, fondato sull’ascolto reciproco e sulla libertà di parola, che non deve essere mai negata, a nessuno. Successivamente interviene il dottor Massimo D’Alessandro, psicologo e psicoterapeuta, che analizza ed espone ai partecipanti, da un punto di vista clinico, quali siano le cause che possono portare le persone, spesso i ragazzi, ad entrare nel giro della droga. A questa domanda il dott. D'Alessandro risponde che le cause sono molteplici: la prima risiede nel tentativo da parte dei ragazzi di trovare una scorciatoia e una via di fuga a momenti difficili in cui, molte volte, si ritrovano da soli a fronteggiare la difficoltà. Ha spiegato, poi, come l’assunzione di droghe possa essere causata dal cambiamento psicologico, in età adolescenziale, che il ragazzo avverte e che lo porta ad una fragilità interiore, ad una instabilità emotiva e, unita a queste, alla voglia irrefrenabile di uscire e di scoprire il mondo e di fare le prime esperienze. Ha ipotizzato successivamente che la causa di questo “fenomeno” potrebbe essere l’evanescenza dei valori a fondamento della società moderna; infatti, ha argomentato che, molto spesso, al giorno d’oggi, questa assenza veicola un messaggio sbagliato tra i giovani che, in preda ai cambiamenti che l’adolescenza porta con sè, iniziano ad assumere sostanze solo perché vogliono sentirsi liberi di fare ciò che vogliono e seguire gli amici che già ne fanno uso e consumo. Ha concluso poi il suo discorso dicendo che “la libertà si conquista con gli elementi che rendono veramente liberi e non con quelli che solo apparentemente ci rendono liberi, ma che, in realtà, ci fanno loro schiavi"

    Da sinistra, la Preside del Masci Sara Solipaca, la vice-presidente di Erga Omnes Maria Antonietta Scarcella, il dottor Massimo D'Alessandro e Paolo Marra

    Il Dottore passa così la parola alla professoressa Sara Solipaca, Dirigente del Liceo Scientifico “Filippo Masci” di Chieti, la quale inizia il suo discorso dicendo che l’uso di queste sostanze comprende anche gli ambienti scolastici e, riprendendo il discorso del dottor D’Alessandro, "che la scuola è un luogo che deve educare i ragazzi alla prevenzione e che deve fungere, qualora venisse a mancare in famiglia la formazione educativa, da agenzia formativa secondaria per i ragazzi. Ha aggiunto, pertanto, che l’obiettivo principale di una scuola dovrebbe essere quello di creare un “percorso di vita reale” e di educare gli studenti alla salute e ad un corretto stile di vita. Quando un ragazzo trasgredisce le regole all’interno di una realtà, e si vengono, così, a formare determinate situazioni sgradevoli - ha continuato la Dirigente - è allora che si deve dare inizio ad un percorso di reintegrazione, ad esempio attraverso lo svolgimento di attività a favore della stessa realtà danneggiata. Per riuscire in questo intento il Liceo ha collaborato insieme a Erga Omnes che ha svolto la funzione di tutor esterno alla scuola. Ultimo relatore, poi, Paolo Marra, autore del libro “Mille miglia intorno a me”, che ha deciso di presentare proprio in occasione di questo convegno. Cresciuto in contesti difficili vicino Salerno, in un quartiere popolare dove “la droga gira liberamente”, ha iniziato ad assumere sostanze stupefacenti in età adolescenziale per colmare un vuoto che si portava dentro fin da bambino. Il padre faceva il camionista ed è stato, forse, proprio per cercare di riempire l’assenza della figura paterna che Paolo ha cercato rifugio nella cocaina. All’inizio - ha poi proseguito - in quello stato mentale Paolo riusciva veramente a trovare rifugio e ha detto ironicamente che “la droga è bella”; ma con il passare del tempo si è accorto che ciò faceva soffrire le persone care attorno a lui e per questo ci stava male, però era ormai entrato in un tunnel senza ritorno. Ciò che gli ha fatto cambiare idea, ciò che gli ha fatto pensare di poter dare una svolta alla propria vita, ha detto, è stato il coma e il tentato suicidio. Ha inoltre parlato del suo libro, “Mille miglia intorno a me”, e delle motivazioni che lo hanno spinto a scriverlo: non, come hanno fatto prima di lui molti autobiografi, solo per far conoscere la propria esperienza, ma mettendosi a nudo e mostrandosi come un eroe che è riusciro nel suo intento e l'ha fatto soprattutto per redimersi da tutto ciò che ha commesso di sbagliato nella propria vita e per pentirsi di aver fatto soffrire le persone a lui più care. Il convegno, infine, si è concluso, dopo alcune domande da parte dei ragazzi presenti, con l’ultimo intervento della vice-presidente di Erga Omnes, Maria Antonietta Scarcella, che ha ringraziato tutti i relatori dell’incontro e tutti i ragazzi che vi hanno partecipato.

    di Adriano Di Marzio

    di Alessandro Marinelli


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