Accentramento o adattamento? - Biorivoluzione ieri e oggi
 
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    "F.MASCI" Cultura 22/03/2018 22/03

    Accentramento o adattamento?

    Biorivoluzione ieri e oggi

    Un uomo come tanti altri, in apparenza. Un uomo nato a Shrewsbury, una cittadina del Regno Unito, il 12 febbraio del 1809. Lo stesso uomo che, da ragazzino, leggendo per la prima volta "The Natural History and Antiquities of Selbourne" del naturalista Gilbert White, si circondava di insetti, rocce e minerali, fino ad arrivare addirittura ad eseguire esperimenti chimici, insieme al fratello, nel capanno degli attrezzi del padre.
    Lo stesso uomo che non riusciva nemmeno ad assistere ad un'operazione di chirurgia, che vedeva corruttela nell'ecclesia, "imbrancato in una folla di perdigiorno che comprendeva giovani corrotti e di dubbia moralità" e che puntò totalmente sullo studio del naturalismo.
    Colui che salì come naturalista sulla famosa nave "Beagle", visitò mezzo mondo fino alle isole Gàlapagos e raccolse informazioni su animali e fossili inediti, mai visti prima di allora. Scrisse un libro di resoconti, un libro di immediato successo di pubblico studiato ancora oggi: "L'origine delle specie". Diventò addirittura membro della Royal Society. Ormai avrete capito chi è...
    Ebbene sì, è proprio lui: Charles Darwin, l'ideatore di una delle più importanti teorie della scienza moderna: l'evoluzionismo. Una teoria di così importante peso, così controcorrente che, nonostante i dubbi iniziali, prese largamente piede presso gli scienziati di tutto il mondo ed arrivò fino a noi, fino ad oggi.
    Nonostante comunque alcune mancanze, come i meccanismi di ereditarietà genetica, spiegati successivamente da Gregor Mendel, i rimaneggiamenti subìti in tempi moderni, le riflessioni di Darwin sono ancora alla base della Biologia, in particolare del ramo della Biologia evolutiva.
    Darwin morì nel 1882, il 19 Aprile, a Londra. Ma il suo ricordo non si spense. Prima fra le varie commemorazioni, l'istituzione di un giorno in sua memoria: il" Darwin Day". Ogni anno, da oltre 200 anni, viene festeggiato proprio il giorno di nascita dello scienziato e, dall'Inghilterra e dall'America, questa grande giornata è arrivata anche in Italia, anche da noi di Chieti.
    L'edizione di quest'anno, la quinta, è stata organizzata dal WWF Chieti-Pescara, nell'auditorium del Museo universitario di Chieti, in collaborazione con la Sezione Abruzzo e Molise della "Societas Herpetologica Italica" e con il Liceo Scientifico "F. Masci". A parlare, il professore e ricercatore di Fisica per il sistema della Terra e per il mezzo Circumterrestre Piero di Carlo, con argomenti di incalzante attualità quali sono i cambiamenti climatici e le loro gravi conseguenze.
    La Terra, in tutta la sua storia, ha sempre avuto episodi di cambiamenti climatici (pensiamo alle grandi Glaciazioni), comunque abbastanza graduali, in modo tale da permettere alla maggior parte delle specie di adattarsi ai cambiamenti, le tartarughe sono un esempio eclatante.
    Ma, ora come ora, a causa di un incremento considerevole delle emissioni di CO2, causate in un modo o nell'altro dall'uomo attraverso le industrie, i mezzi di trasporto..., il tempo necessario per questi adattamenti è in costante diminuzione. Le conseguenze sono plurime: da quelle più immediate e globali come piogge acide, mutazioni svantaggiose, temperature medie considerevolmente più alte, scioglimenti di ghiacciai, maggiore frequenza di incendi per boschi o praterie, minore qualità dell'aria, eventi meteorologici estremi sempre più pesanti e pressanti,... fino ad arrivare a quelle che noi, abitanti dell'Abruzzo, possiamo osservare nella specificità del nostro territorio con la perdita di simboli naturalistici come la stella appenninica, ulivi e viti sempre più a rischio e gran parte della nostra biodiversità, con l'arrivo sempre più massiccio di nuove specie molto più comuni, originariamente presenti in territori ad altitudine minore, che schiacciano quelle precedenti, decisamente più fragili.
    Una lotta, per la sopravvivenza, che non riguarda solo noi, o in generale gli animali, ma appunto anche le piante.
    Gli Uomini, "padroni" della Terra, avranno capito che...
    "Non è la specie più forte a sopravvivere e nemmeno la più intelligente. Sopravvive la specie più predisposta al cambiamento"?
    (Charles Darwin)

     

     

    Di Massimiliano Fabio Isgrò

    di Redazione "F.MASCI"


    Parole chiave:

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