Un problema intrinseco - Il razzismo, un problema perpetuo
 
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    "F.MASCI" Attualità 26/02/2018 26/02

    Un problema intrinseco

    Il razzismo, un problema perpetuo

    Il razzismo.

     

    Sì, proprio il razzismo. Un problema che vive con noi durante ed oltre il quotidiano. Ogni giorno sentiamo di episodi di intolleranza o xenofobia contro la diversità, contro tutto ciò che è diverso. È troppo grasso, è troppo magro, è basso, è un poveraccio, è nero... Un uomo di colore che non può affittare una casa, "sei nero, cedimi il posto", uomini pagati non regolarmente, in nero, sfruttati, quasi fossero schiavi catturati in battaglia e venduti nell'antica Roma. Quante volte, poi, anche durante eventi sportivi più o meno importanti, i tifosi scagliano oggetti sul campo da gioco e insulti a persone "diverse", diverse da chi? Diverse dalla propria squadra del cuore? Mah.... Ebbene sì,"diverse", come se stessimo parlando di una sorta di pericolosi marziani.

    Eppure sono come noi. Sono uomini. Uomini da rispettare come noi vogliamo essere rispettati.

    "Ci rubano il lavoro!". Non è vero. La maggior parte dei profughi e dei migranti non riveste posizioni importanti, prestigiose o minimamente ambite di questi tempi. Quanti sono stati reclutati nella raccolta dei pomodori...
    E, nel caso diventassero dottori o politici, avrebbero sudato più che sette camicie, camicie come le nostre.

    "Alimentano la mafia". Pensiamo ad un uomo che ha il dovere morale di mantenere una propria famiglia. Ha tre scelte: essere sfruttato fino al midollo senza che nessuno riconosca la sua condizione, rimanere disoccupato o consegnarsi alla mafia, mafia che, pur con omicidi e spacci come moneta di scambio, dà la falsa illusione della serenità e di essere finalmente rispettati. Prospettiva che alletta molti e difficile da rifiutare, magari anche dopo intere traversate tra la vita e la morte a bordo di un gommone.

    "Inquinano la nostra razza, la razza italiana". Come ci spiega la storia, l'Italia è sempre stata un crogiolo di popoli diversi. "La razza italiana" non esiste e, chissà, forse non è mai esistita. Nel nostro Paese si sono succedute decine e decine di popolazioni diverse, anche di pensieri opposti, ma che comunque hanno portato parecchi benefici. Celti, Greci, Cartaginesi, Asturiani, Baschi, Cantabri, Goti, Franchi, Bizantini, Arabi, Turchi, Spagnoli, Francesi, Inglesi e così via... L'identità italiana, per così dire, è data da un miscuglio di culture variegate che, alternatesi in migliaia di anni, hanno apportato grande ricchezza al nostro paese.

    Ultimo, l'episodio di Macerata. Un politico, tra saluti romani fascisti, ovviamente con una bandiera tricolore sulle spalle, figuriamoci... apre il fuoco su dei passanti di colore. Il suo nome è Luca Traini. Era un candidato di Lega Nord per le elezioni a Macerata, per funzioni amministrative. Prontamente arrestato, non ha fatto resistenza.

    Ovviamente, ci sono le eccezioni. Ogni uomo può fare bene, ogni uomo può fare male, ma questo vale per tutte le "razze" o meglio, etnie, non per una sola in particolare. Il colore della pelle non giustifica nulla, i pensieri religiosi e culturali non giustificano nulla, lo stesso per le questioni economiche. Oramai il mondo è "globalizzato": noi stessi abbiamo dato il via agli avvenimenti di oggi. Non possiamo bloccare fenomeni che noi stessi abbiamo fatto partire. L'unica strada, la più facile e la più difficile allo stesso tempo, è quella della comprensione e del rispetto reciproci.

    Non esistono solo fanatici.

    Come dice Ghali, famoso cantante trap italiano, di origini tunisine:

    "C'è chi ha la mente chiusa ed è rimasto indietro, come al Medioevo. Il giornale ne abusa, parla dello straniero come fosse un alieno Senza passaporto, in cerca di dinero".

    (da Ghali, "Cara Italia")






                                                                                                                                    Massimiliano Fabio Isgrò

    di Redazione "F.MASCI"


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