Vaccinar Sì - Perchè vaccinarsi è utile
 
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    "F.MASCI" Attualità 25/02/2018 25/02

    Vaccinar Sì

    Perchè vaccinarsi è utile

    Venerdì 16 Febbraio si è tenuto, nella sala conferenze del museo Universitario di Chieti, il convegno, aperto a tutti i licei scientifici della provincia teatina, sui vaccini, presieduto dal Dott. Manzoli, dalla Dott.ssa Cortini e dal co-direttore della ASL Lanciano-Chieti-Vasto, nonché docente di medicina universitaria, Dott. Sandro Salvi.

    L’incontro, organizzato dall’università di Chieti e dall’ASR Abruzzo, riguardante l’importanza delle vaccinazioni e la psicologia che ha spinto a creare i cosiddetti movimenti “free-vax”, è stato intitolato “VaccinarSì! Vaccinazioni: evidenze scientifiche e controversie”.Immagine 1

    Ad aprire il dibattito è stato il Dottor Manzoli, oncologo e Master of Public Health presso la Harvard University di Boston, con una diapositiva contenente un numero: 122.000. Questo è il numero delle morti causate annualmente dal morbillo, escludendo i soggetti con complicanze post infettive gravi.

    Da qui è iniziato il dibattito vero e proprio, cominciando con il discorso sulla prevenzione, ovvero sulla vaccinazione in chiave preventiva contro malattie che, ormai, possono dichiararsi debellate poiché gli agenti patogeni continuano ad essere presenti in natura, nonostante non si siano più verificati casi infettivi.

    Successivamente si è passati a parlare dei guadagni delle aziende farmaceutiche, guadagni che i dati dimostrano essere rilevanti. A causa di ciò alcuni investigatori “fai da te” hanno lanciato un allarme nel web: “I vaccini servono solo al profitto delle case farmaceutiche” per cui le vaccinazioni, secondo questi ultimi, sarebbero alquanto inutili.

    Ciò che probabilmente questi ultimi non hanno considerato è che allo Stato servono persone sane affinché esso funzioni, per cui è giusto che non si badi alle spese per la salute pubblica, come d’altra parte è giusto che una merce di qualità venga venduta ad un alto prezzo.

    Ma non tutti i vaccini sono venduti ad un prezzo elevato: i vaccini “classici” sono anzi relativamente economici in quanto il loro prezzo è di pochi euro; diverso è il discorso  sui vaccini più moderni, in quanto la ricerca, per crearli, ne innalza i costi.

    Altro fatto curioso è la differenza di efficienza: i vaccini classici hanno un tasso di efficienza del 90%, quelli moderni solo del 65%.

    Spiegazione di ciò è la ricerca di vaccini mirati che “insegnino” al sistema immunitario una tecnica più specifica di selezione di enzimi per così dire “cattivi”, purtroppo con dei rischi collaterali, ma non così mortali come a volte riportano giornalisti spregiudicati.

    Checché se ne dica, i vaccini rimangono una delle più grandi invenzioni della medicina moderna e lo dimostrano i dati ufficiali: tutte le malattie infettive e potenzialmente letali hanno subito una riduzione del tasso d’incidenza del 90% o addirittura del 100%, come ad esempio la tubercolosi.

    Ultimo punto del discorso del Dottor Manzoli è stata la questione dell’obbligatorietà dei vaccini: in Italia sono 4 quelli obbligatori per legge, più altri 6 raccomandati; ma assieme all’obbligatorietà si è aggiunto, in tempi più prossimi ai nostri, il danno che la libertà personale può arrecare all’immunità di gregge.

    Spiegando quest’ultimo concetto, è da chiarire che l’obbligo di vaccinazione non è un vero e proprio obbligo come, ad esempio, il pagamento delle tasse statali: esso può essere rifiutato da chiunque non voglia vaccinarsi (libertà personale), ma ciò comporta un pericolo per il “gregge”, ovvero l’insieme delle persone che formano la comunità, perché, se molte persone rifiutano la vaccinazione, è molto più probabile che possa scoppiare una epidemia rispetto ad un gregge immunizzato.

    Ma, da qualcuno, molti avranno sentito dire “Non mi sono mai preso né un raffreddore né un’influenza negli ultimi anni, ma quest’anno ho fatto il vaccino e mi sono ammalato”; una storia davvero commovente, ma che non dimostra che il vaccino antinfluenzale sia inutile, perché il vaccino è composto da sostanze che abbassano per un piccolo periodo la forza del sistema immunitario essendo, appunto, una “malattia controllata”. Morale della favola: questa persona ha contratto una malattia parainfluenzale, ovvero una malattia che sembra influenza, ma non lo è. Ma, si sa, l’italiano medio accetta molto più volentieri una confortevole bugia che una scomoda verità.

    immagine 2

    Il Dottor Manzoli ha, inoltre, raccomandato la vaccinazione antinfluenzale per gli anziani che hanno un sistema immunitario più debole e che, dunque, sono più soggetti a complicanze in caso di infezioni.

    Al termine dell’ampio discorso di Manzoli, ha preso la parola la Dottoressa Cortina, psicologa, che, prima di partire con il discorso vero e proprio, ha voluto illustrare sinteticamente cosa sia la psicologia, spiegandone i corollari chiave.

    Il discorso in sé per sé è stato scandito in 3 punti: la razionalità limitata, i bios di omissione e l’incidenza dell’informazione di massa.

    E' possibile accostare il primo punto alla libertà personale di vaccinarsi o meno ed è, molte volte, influenzato dalle emozioni, che non concedono una corretta analisi razionale della situazione ed inducono in errore.

    Per cui ci si pone il problema etico se sia giusto o meno lasciare questa libertà alle persone. La questione, purtroppo, non ha ancora trovato risoluzione.

    Per quanto riguarda il secondo punto, la psicologia afferma che l’uomo preferisce omettere di fare un’azione piuttosto che compierla ed assumersi le proprie responsabilità. Agire, infatti, è più rischioso: questo si verifica perché si hanno poche o contrastanti informazioni. D'altronde l'omissione di azione riduce i sensi di colpa in caso di un effetto collaterale che il vaccino può provocare.

    Il terzo ed ultimo punto riguarda quanto i mezzi di comunicazione di massa influiscano sui primi due: l’informazione presentata in una certa maniera viene assimilata in un modo diverso rispetto ad una stessa informazione scritta, però, in maniera differente.

    La dottoressa ha riportato l’esempio dei 20 decessi post vaccinatori del 2015, un numero che, presentato così, pare proprio essere apocalittico, ma che, nella realtà dei fatti, è davvero un numero irrisorio. Nel medesimo anno, infatti, sono state compiute oltre 200.000 vaccinazioni sulla popolazione e, per essere corretti, 12 dei 20 deceduti erano sopra l’età pensionabile; dunque è palese come lo scoop giornalistico sia molto più facile da ottenere camuffando i dati, piuttosto che scriverli in maniera nuda e cruda.

    Purtroppo questo fenomeno, redditizio magari per le testate giornalistiche, finisce per avviare un effetto domino sulla popolazione che, sentendosi tradita dalle istituzioni, comincia ad essere insicura; ed è proprio nell’insicurezza generale che le minoranze, come i “free-vax”, diventano improvvisamente dominanti pur essendo, appunto, in minoranza.

     Terminato l’esaustivo intervento della dott.ssa Cortina, ha infine preso la parola il professor Sandro Salvi, il cui discorso ha interessato più che altro le cause che portano un individuo a scegliere di non vaccinarsi.

    Tre sono i casi che egli ha presentato: la madre con il figlio, il malato ed il medico.

    Purtroppo è risaputo che sono in aumento i casi di neonati non vaccinati contro malattie comuni che, però, sebbene negli adulti sani non lascino segni di post degenza, nei neonati hanno tassi di mortalità di addirittura il 10%; pertanto è necessario che, dopo i sei mesi, terminato l’effetto del latte materno, ad essi venga imposto il vaccino per due ragioni: in primis, perché i vaccini che vengono somministrati ai neonati sono classici e pertanto hanno il rischio minimo di fallire; in secundis, perchè la possibilità che il bambino sia affetto da una grave allergia al vaccino che lo induca allo shock anafilattico è davvero minima.

    In questo internet non aiuta affatto: sono sempre di più i siti che inneggiano alla rinuncia ai vaccini in quanto  rischiosi, inutili o addirittura causa di autismo.

    Va chiarito che la correlazione tra vaccini ed autismo è nulla in quanto frutto di un falso studio montato ad hoc, ha spiegato il professore, da un medico in combutta con un avvocato di una casa farmaceutica e con  una testata giornalistica.

    Circa la rischiosità e l'inutilità dei vaccini c’è una base di verità, ma il contenuto è stato completamente storpiato ed inventato. E' ovvio che i vaccini abbiano effetti collaterali poiché, essendo farmaci, esiste la possibilità che alcuni pazienti ne siano allergici; per questo è consigliato rimanere in sala d’aspetto ed in osservazione per mezz’ora dopo l’iniezione onde scongiurare shock anafilattici, una volta usciti dalla struttura sanitaria. Inoltre è possibile che un vaccino possa non funzionare: la possibilità c’è, ma è relativa, in quanto ogni organismo ha una reazione diversa all’iniezione.

    Il secondo caso ha riguardato la malattia ed il malato: il malato è convinto che contrarre la malattia in virosi equivalga a vaccinarsi, ma ancora una volta ciò è sbagliato.

    L'ultimo è quello del medico free-vax, contrario ai vaccini, che molte volte, non avendo avuto una corretta formazione medica, crea confusione contribuendo alla diffusione di false informazioni, ed è il caso più grave poiché è un antimedico che consiglia al paziente di non curarsi, anzi, lo spinge ad ammalarsi, e perdipiù viene tutelato dall’ordine dei medici anziché esserne espulso.

    A conclusione del suo discorso, il professor Salvi ha fatto una comparazione del sistema medico tra l’Italia e la Svezia, dove la fiducia nel governo è alta ed i cittadini rispondono prontamente alle richieste governative di prevenzione pubblica, cosa inversa al sistema italiano, dove le istituzioni vengono viste con diffidenza e non vengono quasi mai seguite.

    Pertanto, la miglior cura all’analfabetismo targato free-vax è la fiducia nelle istituzioni, che spinge l’uomo a fare scelte razionali e sicure e che aiuta anche la salute statale.

    Infine curarsi su internet è inutile, per questo esistono i dottori ed i medici laureati plurispecializzati, sempre che essi siano dei medici veri e propri; dunque se il vostro medico corrisponde alla descrizione del medico free-vax, fareste meglio a cambiarlo il prima possibile.

    di Alessandro Marinelli


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    scuolalocale , scuolalocale.it

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